In onore della Giornata nazionale delle vittime dell’epidemia da Coronavirus (18 marzo), pubblichiamo la testimonianza dello staff di direzione di ASP Montedomini di Firenze. Un racconto autentico dei primi mesi del 2020, che ci aiuta a mantenere viva la memoria e anche a raccogliere una preziosa eredità culturale.
In uno speciale incontro d’équipe l’OSS Chiara si apre e racconta della sua frustrazione di fronte al desiderio di morire che le ha espresso un anziano al quale presta assistenza domiciliare. La coordinatrice Francesca Poletti ci racconta di come lei e il gruppo dei professionisti si siano attivati per essere d’aiuto a Paolo e al figlio, abbandonando ogni giudizio e concentrandosi su ogni dettaglio che potesse fare anche solo una piccola differenza nella cura quotidiana.
In quest’articolo Cinzia Siviero (Insegnante del Metodo Validation) ci mostra quanto può essere difficile e che cosa significa essere davvero presenti quando si entra in relazione con la persona che convive con demenza. La presenza tocca in profondità e ha il potere di trasformare l’incontro con l’altro in un momento autentico di connessione.
Linda è un’assistente sociale che accoglie ogni giorno anziani e famiglie nella sua RSA e da tempo osserva un fenomeno diffuso: molti figli caregiver tendono involontariamente a riferirsi a sé stessi come “genitori” dei propri cari. Dietro alle parole c’è un universo di senso e sentimenti che talvolta non vediamo: lì ci accompagna l’autrice, alla ricerca di una migliore comprensione nei riguardi del caregiver.
Perché è importante tornare a guardare a quanto è accaduto nel marzo-aprile 2020? Grazie al lavoro di ricostruzione storica a cura del Prof. Costanzo Ranci possiamo comprendere che cosa ci insegna oggi quanto è accaduto allora all’interno delle RSA.
Camminare continuamente o wandering: apparentemente sembra che non ci sia meta né scopo, ma in realtà c'è sempre un motivo per la persona con demenza. L'autrice ci aiuta a calarci nei panni della persona con demenza per comprenderne i bisogni profondi.
Anche se l'intenzione può essere dolce, chiamare nonne e nonni gli anziani che vivono in RSA porta con sé alcune implicazioni etiche e sociali che la sociologa Linda Sabbadin ci aiuta a comprendere.
II fenomeno dei maltrattamenti agli anziani è diffuso e al contempo sottovalutato. Le forme di maltrattamento da prendere in considerazione non riguardano solo la sfera fisica ma anche quella emotiva e psicologica. Inoltre è importante conoscere i fattori di rischio e quelli protettivi, ricordando che l'unica forma di prevenzione che abbiamo è un'adeguata formazione del personale.
Quando la demenza colpisce un nonno o un parente anziano, gli adulti devono far fronte a nuove necessità e bisogni, e spesso non c’è tempo o non si conosce il modo di spiegare in modo chiaro la demenza ai bambini.
Quanto la narrazione dei fatti incide sulla percezione della realtà e delle persone di cui si parla? Riportiamo la segnalazione di un professionista rispetto a un articolo di un noto quotidiano.